I punti essenziali da ricordare sull’IMEI
- L’IMEI è un identificativo univoco di 15 cifre associato al dispositivo, non alla persona.
- Serve per assistenza, verifiche sul terminale, controlli sull’usato e blocco in caso di furto o smarrimento.
- Su molti telefoni si legge con il codice *#06#, nelle impostazioni o sulla confezione.
- Un dispositivo dual SIM può avere due IMEI: è normale e non indica un problema.
- L’IMEI non localizza il telefono da solo: per la posizione servono i servizi di geolocalizzazione dell’account o del produttore.
Che cos’è il codice IMEI e perché conta davvero
IMEI significa International Mobile Equipment Identity. In pratica è una specie di targa digitale del telefono: identifica il dispositivo sulla rete mobile e non cambia con la SIM inserita, con il numero di telefono o con il proprietario. Io lo tratto sempre come il dato più affidabile quando devo capire se un terminale è quello giusto e se la sua identità coincide con i documenti o con la confezione originale.Il formato è composto da 15 cifre. Le prime identificano il tipo di apparato, mentre le restanti distinguono il singolo esemplare. Questo spiega perché due smartphone dello stesso modello non abbiano lo stesso codice. Non tutti i dispositivi mobili lo hanno: i modelli senza connettività cellulare, come alcuni tablet solo Wi-Fi, non usano un IMEI perché non devono essere riconosciuti dalla rete mobile.
Il punto chiave è semplice: l’IMEI identifica il dispositivo, non l’utente. Da qui parte tutto il resto, perché questo numero diventa utile appena si parla di assistenza, sicurezza o rivendita. Ed è proprio in quei casi che conviene sapere a cosa serve davvero.
A cosa serve nella pratica quando usi o cambi telefono
La funzione più importante dell’IMEI è permettere a operatori e assistenza di riconoscere con precisione il terminale. Nella vita reale lo uso come riferimento in almeno quattro scenari molto concreti:
- Assistenza tecnica e garanzia per verificare il dispositivo esatto su cui apri una pratica.
- Blocco in caso di furto o smarrimento, quando l’operatore deve inibire l’uso del telefono sulla rete.
- Controllo dell’usato, per confrontare il codice del telefono con scatola, scontrino e dichiarazione del venditore.
- Compatibilità e attivazioni, soprattutto con servizi mobili e profili digitali come l’eSIM.
Qui c’è un dettaglio che molti sottovalutano: un telefono può continuare ad accendersi e a funzionare in Wi-Fi anche se il suo IMEI è stato bloccato sulla rete mobile. Quindi “si accende” non significa automaticamente che sia tutto regolare. È una distinzione utile soprattutto quando valuti un usato o quando hai in mano un dispositivo che non ti convince del tutto.
Per questo, quando qualcuno mi chiede a cosa serve davvero il codice, la risposta più onesta è questa: serve meno a “vedere dov’è il telefono” e molto di più a dimostrare quale telefono è e a limitarne l’uso se qualcosa va storto. E, una volta capito il suo ruolo, il passo successivo è sapere dove trovarlo senza perdere tempo.

Dove trovare il codice sul telefono e sulla confezione
Di solito il modo più rapido è comporre *#06# nella tastiera del telefono: su molti modelli compare subito l’IMEI a schermo. Se preferisco un controllo più ordinato, vado nelle impostazioni del dispositivo, dove il codice è quasi sempre presente nella sezione delle informazioni generali.Su Android
Il percorso varia leggermente in base al produttore, ma in genere cerco una voce come Info sul telefono, Stato o Informazioni dispositivo. Lì trovo l’IMEI, e nei modelli dual SIM spesso vedo anche IMEI 1 e IMEI 2. Se il telefono non è accessibile, controllo anche la confezione originale: l’etichetta laterale o inferiore riporta quasi sempre il codice.
Su iPhone
Su iPhone il punto più affidabile è Impostazioni > Generali > Info. In alternativa, l’IMEI può comparire sulla confezione, sul carrellino SIM di alcuni modelli o, se il dispositivo è già associato al tuo account, nella lista dei dispositivi collegati. Anche qui mi interessa soprattutto una cosa: confrontare il numero letto sul telefono con quello stampato sulla scatola, perché è il controllo più semplice per capire se tutto torna.
Leggi anche: Sbloccare iPhone bloccato - Guida definitiva senza errori
Se il telefono non si accende
Quando il dispositivo è spento, rotto o non avviabile, la confezione e la fattura diventano ancora più importanti. In molti casi aiutano anche gli archivi dell’account usato sul telefono, perché il codice resta associato al dispositivo registrato. Se non ho nessuno di questi elementi, la verifica diventa più difficile e conviene fermarsi prima di trarre conclusioni affrettate.
Una volta trovato l’IMEI, il controllo davvero utile è confrontarlo con gli altri documenti. Ed è qui che l’usato smette di essere una semplice questione di prezzo.
Come controllarlo prima di comprare o vendere un usato
Quando valuto un telefono di seconda mano, non mi basta vedere che si accende o che la batteria tiene bene. Prima di pagare, controllo sempre che l’IMEI sul dispositivo coincida con quello della scatola e, se possibile, con la prova d’acquisto. Se i numeri non corrispondono, considero la cosa un segnale da non ignorare.
- Confronta il codice mostrato nelle impostazioni con quello stampato sulla confezione.
- Chiedi una foto leggibile dell’etichetta originale, non solo uno screenshot del telefono.
- Verifica che eventuali sigilli, adesivi e documenti non sembrino manipolati.
- Se il telefono è dual SIM, controlla se ci sono due IMEI e annotali entrambi.
- Diffida di chi evita di mostrarti il codice o lo fornisce solo “a voce”.
Nel mercato dell’usato, l’errore più comune è confondere il fatto che il telefono “funzioni” con il fatto che sia pulito e coerente nella sua identità tecnica. Io faccio il ragionamento opposto: prima verifico i numeri, poi guardo le condizioni estetiche e solo alla fine considero il prezzo.
Questo controllo è ancora più importante quando il telefono proviene da permute, rientri assicurativi o rivendite informali. Se un codice non torna, il problema non è solo burocratico: può diventare un limite concreto all’uso del dispositivo sulla rete mobile. E per capire bene questi dati, conviene separarli da altri identificativi che spesso vengono confusi con l’IMEI.
IMEI, numero di serie, ICCID ed eSIM non sono la stessa cosa
Nella pratica vedo spesso questa confusione: si parla di “codici del telefono” come se fossero tutti equivalenti. Non lo sono. Ogni identificativo ha un ruolo diverso, e saperli distinguere evita errori quando devi fare assistenza, attivare un servizio o compilare un modulo.
| Identificativo | Cosa identifica | Quando serve | Errore tipico |
|---|---|---|---|
| IMEI | Il dispositivo sulla rete mobile | Blocco furto, assistenza, verifica dell’usato | Confonderlo con il numero di telefono o con la SIM |
| Numero di serie | Il singolo prodotto per il produttore | Garanzia, riparazione, registrazione del device | Pensare che basti per bloccare l’uso in rete |
| ICCID | La SIM fisica | Attivazione e sostituzione della scheda | Usarlo al posto dell’IMEI |
| EID | Il profilo digitale della eSIM | Attivazione e gestione di una eSIM | Crederlo equivalente all’IMEI |
Il caso più frequente, soprattutto sui telefoni recenti, è quello del dual SIM: ci possono essere due IMEI, uno per ciascun slot o profilo radio. Non è una stranezza, è una caratteristica del dispositivo. Capire questa differenza mi aiuta a leggere correttamente i documenti e a non scambiare una configurazione normale per un’anomalia.
Chiarito questo, resta la situazione in cui il codice diventa davvero decisivo: quando il telefono sparisce o finisce nelle mani sbagliate.
Cosa fare se il telefono si perde o viene rubato
In caso di furto o smarrimento, io seguo sempre una sequenza molto concreta. Prima blocco la SIM, poi provo a proteggere il dispositivo tramite i servizi di localizzazione dell’account, e infine uso l’IMEI per la richiesta di blocco del terminale presso l’operatore. Questo ordine è importante perché l’IMEI da solo non “ritrova” il telefono: serve a impedirne l’uso sulla rete mobile, non a farti vedere la posizione in tempo reale.
- Blocca subito la SIM per evitare traffico non autorizzato.
- Usa il servizio di localizzazione del produttore per tentare blocco o cancellazione remota.
- Sporgi denuncia se il furto è confermato o se ti viene richiesto per le pratiche di blocco.
- Fornisci all’operatore l’IMEI del dispositivo per chiedere l’inibizione sulla rete.
- Conserva sempre scontrino, scatola e codice in un posto sicuro per eventuali verifiche future.
Se il telefono non è più accessibile, cerco l’IMEI sulla confezione, sulla fattura o nell’elenco dei dispositivi associati all’account. È una delle ragioni per cui consiglio di annotarlo una volta sola e di non aspettare il giorno in cui serve davvero. La prevenzione qui è molto più pratica di qualunque recupero d’emergenza.
E proprio per questo, quando cambio smartphone, faccio sempre un ultimo controllo che mi evita problemi dopo l’acquisto o durante una riparazione.
La verifica che faccio sempre prima di cambiare smartphone
Prima di vendere, comprare o mandare in riparazione un telefono, io tengo tre regole semplici: verifico il codice, confronto i documenti e salvo una copia del dato in un posto protetto. È una precauzione minima, ma spesso basta a evitare contestazioni, ritardi o dubbi sulla provenienza del dispositivo.
- Annota l’IMEI del telefono attuale insieme al numero di serie.
- Conserva la scatola originale e la prova d’acquisto.
- Se il modello è dual SIM, salva entrambi gli IMEI.
- Prima di completare una permuta, confronta sempre i numeri con quelli mostrati nelle impostazioni.
- Se qualcosa non coincide, fermati prima di firmare o pagare.
Nel mondo degli smartphone, questo codice non serve a impressionare nessuno: serve a evitare errori concreti. E se tieni a portata di mano l’IMEI, insieme ai documenti del dispositivo, hai già risolto metà dei problemi che di solito emergono solo quando il telefono è perso, bloccato o in vendita.